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“Si apre la porta del Covid 19, una lacrima il primo incontro. Infermiere in corsia”

L’odore di candeggina accompagna il mio ingresso in reparto. A pochi metri da me una striscia di nylon bianca ed arancione sostiene un cartello fatto con carta da fotocopiatrice. La scritta è eloquente, VIETATO ENTRARE.  Entro con cautela nella “zona pulita.” La stanza è visibilmente riorganizzata, grandi scatole accatastate coprono le pareti, sopra ogni ripiano contenitori con pistole a spruzzo gocciolano copiosamente. Una grande finestra aperta, si affaccia nel buio. Solo qualche luce lontana scintilla silenziosa. Una giovane ragazza, con lunghi capelli neri mi saluta, esile come un fuscello. Un’altra giovane donna esce da una porta laterale. Il suo passo è più deciso. Capelli corti, occhi chiarissimi. Mi presento, “Ciao, sono Graziano, questa notte lavorerò qui. Ditemi tutto, io alle spalle ho 30 anni di psichiatria, voi?”.  Un grande silenzio… Poi, “Qui va bene tutto, nessun problema, io ad esempio ho bisogno di uno psichiatra, sono cosi fusa che non ricordo neppure il mio nome.” Ridiamo tutti assieme, nel frattempo mi siedo. Guardo il cartellone dei pazienti. 20 ricoverati, un solo posto libero. Da un’altra porta vedo arrivare un’altra collega, la riconosco dalla divisa. Il volto è coperto dalla mascherina in basso e dei profondi solchi in viso e nella fronte, intravedo la base del naso, sembra arrossato, ma non oso chiedere nulla. Sono l’ultimo arrivato. In attesa della consegna, per non rimanere fermo prendo una bottiglia con lo spruzzo, una manopola e comincio a detergere tutto. Nonostante la mascherina l’odore pungente di candeggina penetra le mie narici. Le maniglie sono i primi bersagli, poi ripiani, tavoli, scrivanie, stipetti, non manco nessun bersaglio. Ormai siamo tutti presenti. Inizia la consegna. La collega arrivata dalla porta del corridoio, inizia a parlare con dovizia di particolari. Il sig. xxx, è portatore di Venturi al 4% di ossigeno, satura al 90% ma in aria libera va sotto l’80%, l’EGA in aria libera è pessimo, in ventilazione discreto. PO2 nei limiti della norma, ma ieri molto peggio. Deve ripetere l’EGA domattina, più tutti gli esami in urgenza. Non ha un buon emocromo, e gli enzimi epatici sono tutti alterati, inoltre è KC positivo. Ha avuto due scariche diarroiche, feci non formate. Il secondo tampone al Coronavirus ha dato esito positivo. La mia mente comincia a girare vorticosamente. “La Venturi? Questa è un’avventura altro che Venturi.” Penso fra me e me, poi guardo il foglio della consegna, vi sono una serie di simboli accanto alle parole che sicuramente hanno un significato… ma quale? Non mi perdo d’animo, basta chiedere, ma non ora. Ascolto con estrema attenzione il resto della consegna. Le mie mani sono ferme, anche la mente lo è. Finita la consegna rimango con altre due colleghe. Siano fortunati ad essere in tre… senza dire nulla, una delle due, forse per rispetto della mia calvizie e barba bianca, dice, “Mi cambio io, inizio da sola, poi verso le tre venite voi e io resto nella zona pulita. Domattina vi sono 16 prelievi e 12 EGA, meglio essere in due. Alle 6,00 vi è anche molta terapia. Soprattutto endovenosa, qualcosa è già preparato, il resto è da preparare. Meglio che inizio.” Come un automa apre un armadio e tira fuori una serie di presidi, una tuta bianca da “imbianchino,” con un cappuccio, calzari azzurri per gli zoccoli, calzari verdi che coprono fino ai polpacci, due sacchetti dalla spazzatura piccoli, anche se non capisco l’uso, un grosso e pesante camice verde con dei lacci laterali e dietro, un paio di guanti con le maniche lunghe, un paio di guanti con le maniche più corte, poi cerca dentro l’armadio altro. Già solo per la prima ricerca sono passati molti minuti… Dopo estrae degli occhiali apparentemente da palombaro, di plastica trasparente, che coprono anche la parte laterale, degli occhi.  Poi inquieta ma concentrata prende da un altro armadio l’oggetto più indispensabile. La mascherina ffp2. Ci guarda e dice, “Ne abbiamo solo tre per questa notte e quattro per domattina, non dobbiamo sprecarle. Io guardo le mascherine con estremo rispetto. Il mio sguardo è fisso sopra di loro… non voglio guardare la collega, provo un enorme rispetto per la sua sicurezza. Ma ad un tratto vedo il suo volto corrucciarsi, gli occhi si inumidiscono. Lei sente il mio sguardo addosso, “Scusate la candeggina mi irrita gli occhi,” poi si gira e va in bagno, sento che strappa della carta. Non so che fare o cosa dire, l’altra collega ha lo sguardo basso. L’odore di candeggina e davvero pungente, viene da piangere anche a me… Si mi viene da piangere non da lacrimare. Mi alzo e vado verso la finestra, respiro ad ampie boccate, guardo il buio, il nero, il vuoto, l’incertezza. Le mie mani sono appoggiate al davanzale, le immagino già contaminate. Poi lentamente torno in me. Mi giro e dico, “Vado io se vuoi, nessun problema,” “No, non puoi, non conosci i pazienti e sei del tutto nuovo, andrai dopo con Francesca, io me la cavo benissimo, è la seconda notte che faccio,” “Va bene come vuoi tu”. Rispondo io quasi bloccando il tempo ed il respiro.  Quindi la giovane donna, la giovane collega, inizia la vestizione…

Perché una rubrica? Perché una rubrica con dentro contenuti di uno scrittore attore? Semplicemente perché l’arte non è solo apparire ma è anche lavorare con se stessi per approdare a risultati di cui tutti possono fruire. Leggere… leggete… troverete un mondo dentro gli spazi bianchi fra le righe nere.

A cura di Graziano Di Benedetto

Scrittore – Attore

NONE: “Comune, Caritas, Lions e Alpini insieme per la raccolta alimentare”

Da lunedì 6 Aprile parte la raccolta alimentare a sostegno delle famiglie in difficoltà a causa dell’emergenza Covid19.
Sarà possibile acquistare in tutti i supermercati di None (Mercatò, INS e Presto Fresco) beni di prima necessità e lasciarli nei contenitori dedicati.
I volontari del gruppo Lions di None – Airasca, dei Giovani Democratici e del Gruppo Alpini seguiranno alternandosi la raccolta nei vari punti.
Tutto quello che verrà raccolto verrà portato in Caritas per poi esser smistato ai più bisognosi.
Se qualcuno volesse partecipare come volontario, può segnalare in Comune la propria disponibilità, anche tramite la pagina Facebook.

NONE: “I Giovani Democratici nonesi a sostegno dell’ospedale San Luigi Gonzaga di Orbassano”

Gli iscritti e simpatizzanti dei circoli PD e GD di None, Airasca e Piobesi Torinese che hanno devoluto 500euro all’ospedale di provincia San Luigi Gonzaga di Orbassano: “In un momento dove siamo tentati di pensare di essere impotenti, possiamo in realtà essere fortemente di aiuto alla comunità. In primo luogo curando la salute nostra e dei nostri concittadini rispettando le disposizioni del Governo, e contribuendo, ognuno con le proprie possibilità, a sostenere le persone e le strutture che in questo momento di crisi sono in prima linea per assicurare un ricovero a chi ne ha bisogno, che ringraziamo ancora una volta per il loro incredibile lavoro” uno dei loro commenti.

CASTAGNOLE: “L’Amministrazione consegna un uovo pasquale ad ogni bambino”

Nella giornata di lunedì 6 aprile 2020 l’Amministrazione comunale consegnerà a tutti i bambini residenti in Castagnole Piemonte della Scuola dell’Infanzia, Scuola Primaria e Scuola Secondaria di 1° Grado, anche se non frequentanti le Scuole del territorio, un simbolico uovo di Pasqua

“La Pasqua rappresenta per tutti un momento di rinascita, un inno alla vita. Pasqua 2020 sicuramente la ricorderemo tutti, una Pasqua che nessuno di noi ha mai conosciuto, che ci chiede di essere uniti nonostante tutti costretti alle distanze, alle separazioni, imposte da un nemico invisibile che si è insinuato nelle nostre vite costringendoci ad enormi sacrifici. Una sorpresa ai bambini che in questo lungo periodo di chiusura hanno rinunciato alle loro PICCOLE – GRANDI libertà: giocare, incontrarsi, fare sport, andare a scuola…
Il sorriso che avvolge i loro sguardi possa infondere in noi adulti la forza per uscire da questa bolla di tempo sospeso e restituire loro la serenità”

CANDIOLO: “La spesa sospesa”

A partire dal 4 aprile 2020 davanti alle attività esercenti aderenti all’iniziativa saranno disponibili dei contenitori nei quali porre beni alimentari a lunga conservazione destinate alla popolazione candiolese più bisognosa.

A partire dal 14 aprile 2020 persone in difficoltà potranno recarsi all’interno della Casa Parrocchiale il martedì e venerdì dalle ore 9 alle 12.

“La fede dentro un libro ed il viaggio verso il Covid 19. Infermiere in corsia”

Siamo a cena. Si sente solo il tintinnio delle posate che urtano i piatti. Forse fanno più rumore i pensieri. Una semplice frittata ed un’insalata. La voglia di cucinare è scappata via, accompagnata dalle brutte notizie. Le parole sarebbero un contorno amaro, poco digeribile. Silenzio. Un silenzio molto rumoroso. “Vado a riposare un po’, cosi sarò più fresco dopo,” mi ritiro in camera. Chiudo gli occhi ma immagini viste ai notiziari mi impediscono di riposare. Meglio alzarsi e prepararsi. Aspettare è una tortura. Indosso una tuta, più pratica, si leva prima e si lava in fretta. Saluto senza guardare, da un’altra stanza. Non voglio vedere nessuno e non voglio essere visto. Un ultimo gesto. Tolgo l’anello nuziale, la fede, e la ripongo dentro un libro. Un oggetto che potrebbe essere d’intralcio alle attività. Mi sento nudo, solo. La mancanza di un anello può darmi questa sensazione?  L’auto puzza di umidità. Forse puzza di paura. Non accendo nemmeno la radio. Voglio sentire il mio respiro, la strada quasi deserta, poche auto scivolano sull’asfalto come pensieri impazziti. Dopo poco, troppo poco, eccomi davanti al nosocomio. Grande per gli uomini, inerme di fronte al virus. Le finestre chiuse sembrano occhi, incapaci di guardare la realtà. Chiusi per nascondersi e per nascondere. A passi veloci salgo per la salita, tutto inizia con difficoltà. La salita non è ripida ma è lunga… apro la grande porta, la spingo con forza, è pesante, scricchiola, cigola, sembra lamentarsi di qualcosa di indefinito. Dopo pochi passi le mie narici vengono riempite di un odore acre, acido, irritante. Mi vedo bambino quando, mi recavo con i miei genitori in ospedale. Qui tutto odorava di alcool e segatura, anche altri odori aleggiavano, erano odori che toglievano l’appetito… rimanevo in portineria, i bambini non potevano entrare.  Ma adesso per me la portineria è solo un passaggio. Le scale luccicano, forse piangono. Le luci riflettono sopra i marmi pezzi di luce fastidiosa. Corridoi vuoti. Nessun passo, nessun rumore. Solo silenzio. Porto con me in una busta di carta la divisa, le scarpe nient’altro. Nelle tasche solo la chiave dell’armadietto la carta d’identità le chiavi della macchina e di casa. Si di casa… l’unico rumore è il cartellino che passando suona. Un suono stonato. Acuto, penetrante. La mascherina chirurgica respinge il mio respiro, l’umidità è fastidiosa. Sento l’odore dell’anima forse, quell’anima che non si lamenta, quell’anima che mi accarezza, quell’anima che spinge i cattivi pensieri altrove. Anche lo spogliatoio è vuoto. Sono in enorme anticipo, ma questo è il modo di essere. Odio il ritardo. Il rumore metallico dell’armadietto è l’unica compagnia, ma è grigio, arrugginito, piegato da anni di passaggi. Lo trovo brutto, spento, non d’aiuto. Le macchie di ruggine sembrano cicatrici e lacrime. Devo cambiare pensieri. No. Non devo iniziare cosi. “Tutto andrà bene, tutto andrà bene, “ mi ripeto, imitando gli hashtag del momento. Esco dallo spogliatoio. Percorro il lungo corridoio, mi guardano solo i muri. La statua dell’androne è troppo seria per me. La saluto con un “Arrivederci a domani, non andare via, “  poi mi metto a ridere da solo, ma questo si deve fare. Ridere e sorridere. La tristezza non deve accompagnarmi. La tristezza è cattiva consigliera, ti costringe a vivere male, per poi dissetarsi delle tue lacrime. Non voglio darle da bere. Devo farle soffrire la sete e la fame. Le scale mi sembrano poco faticose adesso.  Giro a sinistra… ecco ci sono.  Un grosso sospiro, un grande sorriso nascosto dalla mascherina ma visibile all’anima. Suono il campanello…

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A cura di Graziano Di Benedetto

Scrittore – Attore

“La telefonata. Io ed il Covid 19. Infermiere in corsia”

Era circa metà gennaio: in Italia arrivavano spot, notizie di una nuova influenza, provocata da un virus non ben definito. L’epicentro era la Cina. Si vedevano immagini di mercati dove animali morti come pipistrelli, topi, serpenti, cani e animali vivi, ammassati e malnutriti erano in vendita davanti a una massa incredibile di persone, che si accalcava per acquistarli. Ero distratto da altro, famiglia da accudire, presentazioni di libri in programma, lezioni universitarie da preparare e quotidianità da svolgere. Per rassicurarmi coniai un piccolo proverbio, “la Cina non è viCina”, così facendo, chiusi la mia paura in un cassetto e mi gettai nelle mie attività. Il tempo passava e i telegiornali, sempre più insistentemente distribuivano notizie riguardo l’influenza e nel frattempo, dosavano paura e ansia.  Ma era periodo di carnevale, le maschere…si devono indossare… anche se il mio proverbio, “la Cina non è viCina” stava lentamente sgretolandosi davanti alle immagini che vedevo. Primi di marzo…qualche caso in Italia, la Cina adesso era qui…si iniziarono a prendere timidi provvedimenti, palestre chiuse, consigli pratici, del tipo “non fate assembramenti” ed episodi di razzismo verso la comunità cinese, per condire la già felliniana situazione. La condizione di colpo precipita, i casi in Italia si stanno moltiplicando, Veneto 40 casi, Lombardia 150, Emilia 70. Piemonte, 30. I telegiornali adesso non sono più rassicuranti, non distribuiscono più immagini lontane, paura e ansia ma spargono immagini vicine, terrore e panico. Vado a lavorare in ambulatorio, la psichiatria non è un reparto di malattie infettive, ma ora anche qui si lavora con mascherine chirurgiche, (poche) e si misura la temperatura ai pazienti. Vedo negli occhi degli utenti e dei colleghi una grossa inquietudine, soprattutto per la cattiva gestione delle risorse umane.  Un giovedì arrivo a casa dopo una giornata di lavoro, tutto sembra grottesco ma quasi normale. Verso le 18 ricevo una telefonata, un dirigente ASL quasi gentilente mi dice, “Di Benedetto, verrà contattato dalla direzione, da domani è distaccato presso il reparto Covid 1, la coordinatrice darà lei disposizioni, buona serata” quel buona serata stonava molto. Non lavoro più in un reparto di medicina da almeno 30 anni, la mia specialità ormai è un’altra, ma non ho avuto né modo né tempo per discutere, dopo cinque minuti ricevo un’altra telefonata, era la coordinatrice. Molto risoluta, forse arrabbiata, non riuscivo a capire il suo stato d’animo, a malapena capivo il mio. “Buonasera Di Benedetto, domani se la sente di fare la notte? “ – “Si certo, se necessario si” – “ Non è necessario è indispensabile “ –  “ Va bene, dove devo andare?” – “Covid 1 ex chirurgia, dalle 23 alle 7, ma si presenti prima, la vestizione è lunga, grazie per la disponibilità a presto.” In meno di 15 minuti, la mia vita lavorativa era totalmente mutata, nessuna sicurezza, nessuna certezza, dovevo rispolverare immediatamente dal cassetto della memoria tutte le tecniche imparate 30 anni fa, la parte emotiva la gestisco bene, questa è ora la mia formazione, il mio lavoro, gestire l’emotività altrui, no… ho sbagliato, questo era il mio lavoro fino a questa mattina. Adesso c’è la parte più difficile da affrontare, dire alla famiglia che tutto sarà diverso, che tutto cambierà e che forse… no non voglio pensare al forse. Lo lascio in un altro cassetto, socchiuso però, non devo chiudere la paura di ammalarmi, se si è troppo tranquilli si è anche troppo distratti. Bisogna essere presenti a sé stessi, per aiutare gli altri e non incappare in grossolani errori. Entro in casa, non dico nulla, devo cercare le parole, ma devo essere chiaro, pulito non illusorio, anche mia moglie è infermiera, non posso raccontare fandonie e la figlia presente ha il grosso difetto di essere intelligente. Tutto d’un fiato dico: “Da domani vado a lavorare al Covid, dove ci sono persone affette da Covid 19, tutte positive, devo reinventarmi, non so nulla a dire il vero, se hanno respiratori, se hanno accessi venosi centrali o periferici…vedo. Quando arrivo mi organizzo, tutto qui.” Lo sguardo di mia moglie è eloquente, vorrebbe fare molte domande, ma adesso non è il momento, un semplice, “stai attento, tutto andrà bene” evita di smascherare particolari troppo crudi, forse indigeribili. Mangiamo in religioso silenzio, non voglio anzi non vogliamo sentire il telegiornale, siamo già troppo infarciti di paura, ascoltiamo mia figlia che nel frattempo sdrammatizza con la sua solita allegria. Il suo sorriso mi accarezza, il suo sguardo mi consola. Gioco con la pietanza, mi è passata la fame, ma faccio finta di niente, controllo le mie tensioni… sparecchio con cura, metto a posto ogni cosa, tentativo vano di mettere a posto i pensieri. Il silenzio regna sovrano in casa, ognuno è in stanze diverse, non si devono incrociare gli sguardi.  Da domani tutto cambia…

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A cura di Graziano Di Benedetto

Scrittore – Attore

CASTAGNOLE: “Il cielo guarda sotto, il film del regista Gasparro in visione gratuita sui social”

Questa sera alle ore 20.45 su tutte le pagine Facebook del regista castagnolese Roberto Gasparro ci sarà la visione gratuita del suo primo film dal titolo Il cielo guarda sotto con Franco NeriSimone Moretto, Manuela Grippi, Giorgio Palmiotti, Umberto Anaclerico, Cristina Giorgetti, Michele Franco, Nicola Marchitiello, Mauro VillataGianpiero Perone. “Un piccolo gesto che spero possa aiutarvi a trascorrere il tempo stando a casa. Se qualcuno proprio volesse, sarà attivo un pulsante per una donazione. Io ho scelto la Croce Rossa Italiana – Comitato di Bergamo #bergAMO” il commento del regista.
Potrete visionare il film su queste pagine: 

35mmproduzioniRoberto Gasparro.

NONE: “In arrivo le uova solidali dell’associazione Manuele la forza dell’amore”

Nonostante il difficile momento, l’associazione “Manuele la forza dell’amore” lancia anche quest’anno la campagna Pasquale di raccolta fondi attraverso la vendita delle uova solidali. Sul territorio nonese verranno consegnate direttamente a casa grazie al servizio dei ragazzi della Croce Verde locale, i “Green Angels”.

Le donazioni, a partire da 6euro, solo ed esclusivamente tramite bonifico bancario:

– Iban: IT96R0200830670000103732507

– Intestato all’Associazione Manuele la forza dell’amore

Parte del ricavato verrà devoluto alla Croce Verde di None che in questo momento si sta impegnando per aiutare gli abitanti della comunità. Per ordinazioni scrivere direttamente attraverso la pagina Facebook https://www.facebook.com/manuelelaforzadellamore/ oppure contattando il numero 335.7546325.

CONTEST: “Arruolati nell’esercito dei supereroi”

Il Chisolino lancia il contest “Arruolati nell’esercito dei supereroi” e l’hashtag #ANCHIOCOMBATTODACASA

Per sconfiggere il virus Covid-19 abbiamo bisogno anche dell’immaginazione ed i super poteri dei più piccoli.
Trasformate i vostri figli o figlie in supereroi o supereroine utilizzando oggetti ed abiti che possano creare armature ed armi galattiche.

Regolamento:
– Metti mi piace alle pagine FB Il Chisolino e Il Chisolino Events
– Età consentita alla partecipazione: fino a 13 anni
– Invia la tua foto al 3470049275 tramite WA indicando nome ed età del soggetto
– Tutte le foto saranno pubblicate sulla pagina FB Il Chisolino all’interno dell’album “Contest – Arruolati nell’esercito dei supereroi”
– Il consenso all’utilizzo delle foto ricevute coinciderà con l’invio delle stesse.

Premi:
– Un’attestato di arruolamento sarà inviato ad ogni partecipante
– Alla foto che riceverà più Mi Piace, oltre all’attestato, anche il riconoscimento di una medaglia al valore

Nome ed età verranno inseriti nella foto dall’organizzazione dopo il vostro invio.

Elaborazione grafica a cura di Andrea Sgrò

NONE: “Pro Loco con Nonè solo festa in aiuto della Croce Verde”

Il direttivo ed i volontari dell’evento annuale “Nonè solo festa” hanno raccolto e donato 500euro alla Croce Verde locale. I fondi saranno utilizzati per l’acquisto dei DPI necessari al proseguimento dei servizi di aiuto alla popolazione.

VINOVO: “La finestra su Vinovo – Contest fotografico”

“Parlando di Vinovo” organizza il contest fotografico “La finestra su Vinovo”, per questo momento particolare di emergenza sanitaria. Si potranno pubblicare foto di Vinovo, che siano vie, panorami, scorci, direttamente dalla vostra finestra.
Quelle più apprezzate saranno pubblicate su pagina Facebook ed Instagram di “Parlando di Vinovo”. Ci sarà tempo fino al 2 maggio 2020.
Regolamento:
– Valgono foto scattate da finestre, balconi, terrazzi, giardini privati.
– Non valgono foto scattate in strada.
– Non tutte le foto verranno pubblicate nell’evento se spedite in quantità eccessiva.
-E’ un gioco per fare qualcosa di diverso in un momento così particolare, evitando polemiche sterili.

NONE: “Contro l’emergenza Covid-19, il progetto Una foto per la vita”

“La nostra Italia ha bisogno di noi, e il nostro meraviglioso lavoro può contribuire a salvare tante vite. Anche se noi fotografi italiani in questo momento siamo lontani tra noi, abbiamo deciso di unirci ed essere più che mai vicini con un progetto d’amore. Vogliamo contribuire concretamente attraverso la nostra arte e le nostre immagini a sostenere economicamente enti e ospedali che in questo momento sono in prima linea nella lotta contro COVID-19 per salvare vite umane”.

Con questi buoni propositi lo studio fotografico nonese “Emozioni di Paola Violi” aderisce all’iniziativa nazionale partita da una delle zone più colpite dall’emergenza sanitaria, il bergamasco.


In particolare verranno raccolti fondi a sostegno della Croce Verde di None mettendo a disposizione 25 mini sessioni fotografiche del valore di 70€ l’una, comprensive di 30 minuti di servizio, set, accessori ed un’immagine digitale post-prodotta in alta risoluzione.

Il versamento dell’importo dovrà esser disposto direttamente all’associazione nonese attraverso un bonifico, utilizzando i seguenti dati:

Intestato a: CROCE VERDE NONE ODV
IBAN: IT55C0200830670000104610694
Causale: EMERGENZA COVID-19 – UNA FOTO PER LA VITA
Importo: 70,00€

Per confermare la prenotazione del servizio bisognerà in un secondo momento inviare la contabile del bonifico via mail ad emozioni@vpphotographer.it, oppure attraverso WhatsApp al numero 349.4436754. Una volta passata l’emergenza sanitaria, con l’attività fotografica ripartita a pieno regime, il cliente verrà ricontattato per fissare l’appuntamento dedicato alla mini sessione.

L’iniziativa nazionale è consultabile al sito: https://www.unafotoperlavita.it/

NONE: “Due mani che scaldano un cuore vincono il contest Fixo”



Andrea Mameli si aggiudica il contest dedicato alla festa del papà lanciato dall’attività commerciale nonese Fixo, un momento che aiuta a passare il tempo tra le proprie mura in questo periodo di emergenza sanitaria.

La foto di Andrea è stata la più votata sui social, a lui un simpatico premio a tema intrattenimento multimediale.

CASTAGNOLE: “#iorestoacasa, iniziative social”

Il nuovo gruppo di ragazzi, che ha deciso di scendere in campo dando nuova linfa all’associazione GioCa – Giovani Castagnole, in questo contesto di emergenza sanitaria, sta per lanciare una serie di iniziative social con il fine di accompagnare la popolazione castagnolese, e non solo, nel far passare il tempo delle giornate tra video, lezioni e tutorial.

La loro missione? Creare eventi, giornate ed attività per i propri cittadini, organizzati dai ragazzi stessi, decidendo così di mettersi in gioco tramite un impegno attivo nella vita del nostro paese.

Le iniziative, il programma, video e molto altro visitabile alla pagina FB: https://www.facebook.com/giovanicastagnole/

NONE: “Gli amis dla merenda insieme ad altri cuori, donano fondi all’ospedale Mauriziano e Molinette”

“Gli amis dla merenda”, gruppo storico del Carnevale degli Strambicoli, ha lanciato l’iniziativa di raccolta fondi dal titolo “Il virus ci ha fregato il Carnevale.. noi freghiamo il virus”. Al gruppo, che mediamente raccoglie un centinaio di persone, si sono accodate molte associazione come la “Banda Filarmonica”, il “Gruppo Alpini”, la “Pro Loco”, “l’Oratorio di None” e “Mamma Show”, oltre ad alcuni cittadini privati. Il risultato? In qualche giorno di campagna sono stati raccolti 3.500euro che verranno donati tramite la Onlus “Cuore aiuta cuore” agli ospedali Mauriziano e Molinette. “None continua a dimostrare il suo grande cuore pulsante vivo tramite l’associazionismo” il commento della Pro Loco locale che ha coordinato la raccolta fondi.

CASTAGNOLE: “CCC, donazione corale per l’ASL TO5”

I membri del CCC – Castagnole Community Choir ed i loro familiari in questo momento di emergenza sanitaria, con sensibilità e concretezza, attraverso un’unica e sola voce, hanno deciso di donare i 1.705euro all’ASL TO5. Una donazione che andrà a sostenere il servizio di assistenza sanitaria domiciliare.

NONE: “Fixo lancia un contest dedicato alla festa del papà”

L’attività commerciale nonese Fixo per aiutare a passare il tempo tra le proprie mura in questo periodo di emergenza sanitaria, lancia il suo secondo contest, questa volta dedicato alla festa del papà del 19 marzo 2020. Basterà seguire alcune semplici regole:

  • Cliccate mi piace alla pagina Facebook FixoFixo
  • Pubblicar nei commenti una foto che racconti come è stata vissuta la festa del papà

La foto più votata verrà premiata. La partecipazione al contest scadrà il 24 marzo 2020 ore 22.

NONE: “Festainrosso, raccoglie e dona… questa volta per le Molinette e Amedeo di Savoia”

I lavoratori e le lavoratrici della Festainrosso, appuntamento festaiolo e benefico nonese ad un passo ormai dal suo trentennale, hanno deciso di donare 6.000euro all’ospedale Molinette ed Amedeo di Savoia attraverso l’iniziativa lanciata da “Specchio dei tempi”. Il ricavato sarà destinato al combattere l’emergenza sanitaria “Coronavisrus” grazie all’acquisto di macchinari per la ventilazione polmonare ed apparecchi che velocizzino l’esito degli esami dei tamponi. “Quando è in gioco un bene comune come il diritto alla salute per tutti, c’è un’Italia consapevole, attiva e convinta che bisogna muovere le energie della cooperazione e delle responsabilità. Non c’è solo l’Italia dell’assalto ai treni e ai supermercati, della competizione distruttiva e cieca fra egoismi. E’ all’Italia della solidarietà in movimento che vogliamo dare una mano, per non trovarci di fronte a terribili dilemmi mortali” le parole corali dei benefattori che con quest’opera raggiungono quota 155.446euro, quota interamente investita in opere di solidarietà ed istruzione grazie alla Festainrosso e la Fondazione Orso. I fondi versati provengono da riserve utili all’organizzazione in caso di calamità naturali che avrebbero potuto pregiudicare la programmazione della futura festa, a questi si sono aggiunte altre donazioni spontanee da parte dei singolo lavoratori. 

Foto di Claudio Bonifazio

CANDIOLO: “Sostiene il commercio scrivendo, disegnando e dipingendo”

“Perché non occupare parte del nostro tempo con attività piacevoli che possono portare del buono anche a chi, oggi, sta responsabilmente soffrendo di questa situazione?” E’ una delle domande che si è posto il Comune di Candiolo.

“A tutti capita spesso di avere dei pensieri, di scrivere degli appunti, dei ricordi, dei piccoli o lunghi racconti del proprio tempo. Ai bambini piace colorare e raccontare, con la loro fantasia, i loro pensieri. A molti, adulti e ragazzi, piace dipingere” con questi buoni propositi è stata lanciata un’iniziativa divisa in tre macro attività legate però da un unico filo conduttore.”
Verranno così raccolti pensieri e racconti dei bambini, messi insieme, daranno vita ad un libro, e con i proventi della vendita verranno sestenuti i commercianti locali molti dei quali in questi giorni in maniera responsabile, hanno dovuto chiudere i propri negozi.


Dipinti i quadri, al termine di questo periodo difficile, oltre che farli partecipare al concorso Grillo d’Oro in una sezione dedicata, verrà chiesto agli autori la disponibilità nel metterli in vendita per devolvere il ricavato sempre a favore dei commercianti.


L’Amministrazione Comunale, ideatrice e promotrice dell’iniziativa, si farà carico del costo di rilegatura e stampa dei volumi. L’intero ricavato andrà a sostegno del commercio locale.

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